«La procedura per l’affidamento delle postazioni 118 di San Salvo e Torrebruna-Carunchio è andata deserta: zero manifestazioni di interesse. È la stessa ASL Lanciano Vasto Chieti a comunicarlo ufficialmente nella risposta alla mia diffida. Una risposta di poche righe che, anziché rassicurare, conferma tutte le nostre preoccupazioni e apre una domanda molto più seria: adesso cosa intende fare l’Azienda per garantire stabilmente il servizio?». Lo dichiara il Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Francesco Taglieri, dopo aver ricevuto il riscontro della ASL alla diffida relativa alle postazioni 118 ex Valtrigno.
«La ASL ritiene che la richiesta di annullamento o sospensione dell’avviso sia ormai “superata dai fatti” perché la procedura è andata deserta», continua Taglieri. «Una risposta che considero francamente insufficiente. Il problema non era e non è semplicemente fermare una procedura: il problema è garantire il soccorso ai cittadini di quei territori oggi, domani e nei prossimi mesi.
Se nessun soggetto ha ritenuto di presentare una manifestazione di interesse, la prima domanda che un’Azienda sanitaria dovrebbe porsi è perché. Le condizioni previste erano realmente sostenibili? Il benchmark economico individuato era adeguato ai costi necessari per garantire un servizio di emergenza-urgenza? Il fatto che siano arrivate zero manifestazioni di interesse rappresenta quantomeno un segnale che non può essere liquidato con tre righe.
C’è poi una questione ancora più urgente. Chi sta garantendo oggi quelle postazioni? A quali condizioni economiche? Fino a quando è assicurata la continuità del servizio? E quelle condizioni sono sostenibili nel medio periodo? Sono domande alle quali la risposta ricevuta non fornisce alcun chiarimento.
Non possiamo aspettare che chi oggi assicura il servizio arrivi eventualmente al limite della propria sostenibilità economica per scoprire, da un giorno all’altro, che non c’è più nessuno disponibile a garantire una postazione 118. Questa non sarebbe programmazione sanitaria: sarebbe gestione dell’emergenza nell’emergenza.
E il problema assume una gravità ancora maggiore quando parliamo di Torrebruna e Carunchio, territori delle aree interne nei quali distanze, viabilità e tempi di percorrenza rendono la presenza di un sistema di soccorso efficiente ancora più importante. Le aree interne non possono essere considerate il luogo nel quale ridurre progressivamente servizi e presenza sanitaria fino a renderle sempre più fragili. Dovremmo fare esattamente il contrario: preservare il territorio, rafforzare i servizi e costruire condizioni che consentano alle persone di continuare a viverci in sicurezza.
Per questo chiedo alla Direzione della ASL di spiegare pubblicamente e con chiarezza quale soluzione intenda adottare nell’immediato per San Salvo e Torrebruna-Carunchio, quali risorse economiche intenda mettere a disposizione, quale sia l’orizzonte temporale dell’attuale organizzazione e quale modello strutturale voglia costruire dopo il fallimento della procedura.
Ma questa vicenda dimostra anche qualcosa di più grande. Non possiamo continuare a gestire il 118 abruzzese rincorrendo una postazione alla volta e intervenendo soltanto quando esplode un problema. La carenza dei medici dell’emergenza-urgenza è ormai strutturale e impone alla Regione di decidere quale sistema vuole costruire.
Da tempo sostengo la necessità di ragionare su un modello regionale uniforme, nel quale trovino spazio anche Mezzi Sanitari Intermedi, con infermieri, autisti soccorritori e personale di supporto adeguatamente formato, inseriti in una rete con standard omogenei, percorsi formativi comuni e protocolli clinico-assistenziali regionali. Non è accettabile che la qualità e la composizione della risposta all’emergenza dipendano dal territorio nel quale un cittadino ha la fortuna o la sfortuna di trovarsi.
La politica deve programmare, decidere e assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Le Aziende devono tradurle in organizzazione e servizi. In Abruzzo, invece, troppo spesso continuiamo ad assistere a soluzioni temporanee, affidamenti, proroghe e interventi dettati dall’urgenza del momento».
«La gara è andata deserta. Adesso non può andare deserto anche il diritto al soccorso.
La ASL dica subito cosa intende fare. E la Regione, una volta per tutte, decida quale 118 vuole garantire agli abruzzesi», conclude Taglieri.
MoVimento 5 Stelle Abruzzo
