“Altro che due gestori o uno solo. La relazione predisposta dall’ERSI richiama ripetutamente le indicazioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, della Corte dei conti, di ARERA, della giurisprudenza amministrativa e perfino della Commissione Visconti del 1994, tutte accomunate dalla necessità di superare l’attuale frammentazione gestionale e perseguire il principio dell’unicità della gestione. Eppure, nelle conclusioni, la stessa relazione approda a una proposta che, nei fatti, cristallizza la presenza degli attuali sei gestori, limitandosi a ricollocarli all’interno di due sub-ambiti senza una reale riduzione delle strutture gestionali e dei centri decisionali. In sostanza, si cambia tutto perché nulla cambi. A questa operazione non intendiamo prestare il fianco”. Lo dichiarano i consiglieri regionali del M5S Francesco Taglieri e Erika Alessandrini, che hanno scelto di lasciare l’aula e non partecipare all’espressione del parere richiesto alle Commissioni congiunte Prima e Seconda sullo studio predisposto dall’ERSI, il cui iter proseguirà ora con il successivo esame della Giunta regionale.
“Più che una riforma, siamo di fronte a un’occasione mancata per mettere davvero ordine nel servizio idrico regionale. Nonostante le nostre osservazioni e i contributi emersi durante i lavori delle Commissioni, la maggioranza non è stata in grado di costruire un modello capace di ridurre realmente il numero dei gestori, eliminando inefficienze, duplicazioni di costi e ritardi, e dando vita a una struttura industrialmente forte, moderna e adeguata alle sfide del settore.”
“La riduzione dei gestori, infatti, non risponde soltanto a un’esigenza di contenimento dei costi, pur rilevante, ma rappresenta soprattutto una condizione essenziale per evitare il ricorso alle gare. Se si dovesse arrivare a una procedura di gara, l’ingresso dei soggetti privati nella gestione dell’acqua pubblica diverrebbe infatti un esito pressoché inevitabile. Al contrario, una vera aggregazione consentirebbe di costruire una realtà industrialmente più forte e in grado di soddisfare i requisiti richiesti da ARERA: capacità industriale, solidità economico-finanziaria, stabilità organizzativa, sostenibilità e convenienza tariffaria.”
“Mantenere, di fatto, l’attuale frammentazione, come rischia di avvenire con questo modello, significa esporre il sistema idrico regionale a criticità rilevanti e indebolire la tutela dell’acqua pubblica, che dovrebbe invece rappresentare l’obiettivo prioritario di qualsiasi riforma”, concludono.
MoVimento 5 Stelle Abruzzo
