«L’assessore Nicoletta Verì dovrebbe evitare di intestarsi il merito di un reclamo che una cittadina ha presentato perché informata e sostenuta dal Movimento 5 Stelle. Il percorso di tutela che in Abruzzo il M5S sta aiutando ad attivare da mesi non è un regalo della Giunta Marsilio, né un’invenzione dell’assessorato regionale: è un diritto previsto dalla normativa nazionale, che la Regione e le aziende sanitarie hanno il dovere di rendere concretamente accessibile. Se fosse stato davvero pubblicizzato in modo capillare nei CUP, negli ospedali e in tutti i luoghi nei quali i cittadini ricevono prenotazioni oltre i tempi di garanzia, non avremmo ogni giorno persone convinte di dover scegliere soltanto tra aspettare anni, pagare privatamente o rinunciare del tutto alle cure». Lo dichiarano la Senatrice Gabriella Di Girolamo, il capogruppo del M5S in Consiglio regionale Francesco Taglieri e la consigliera regionale Erika Alessandrini, rispondendo alle affermazioni dell’assessore regionale alla Sanità, che ha rivendicato la gestione di altre istanze di percorso di tutela dal luglio 2024.
«La risposta dell’assessore Verì è surreale», afferma Di Girolamo. «Una signora prenota il 28 maggio 2026 un eco-color-doppler e riceve come prima disponibilità il 27 agosto 2029. Dopo il reclamo promosso attraverso la nostra campagna viene richiamata ed esegue l’esame il 3 giugno 2026. Davanti a una vicenda del genere, l’assessore non dovrebbe precipitarsi a rivendicare meriti, ma dovrebbe spiegare come sia stato possibile che il sistema sanitario regionale abbia proposto inizialmente un’attesa di tre anni e tre mesi e perché la soluzione sia comparsa soltanto dopo una contestazione formale. La stessa documentazione consegnata alla paziente dal CUP di Teramo certificava che non era stato possibile prenotare la prestazione entro i tempi previsti. È quindi il sistema sanitario regionale ad avere prodotto prima un appuntamento nel 2029 e ad avere trovato, dopo il reclamo, una disponibilità nel giro di pochi giorni».
«Questi sono i fatti», prosegue Alessandrini. «Non abbiamo promesso una scorciatoia e non abbiamo attribuito al Movimento 5 Stelle poteri che non possiede. Abbiamo fatto ciò che la Regione avrebbe dovuto fare da tempo: spiegare con parole chiare ai cittadini che non devono accettare passivamente una prenotazione fuori termine e aiutarli a esercitare un diritto. Da quando abbiamo lanciato la campagna, decine di persone ci hanno contattato e sono state sostenute nella procedura. Molte sono state richiamate e hanno ottenuto una data più vicina. Questo significa che il problema non era l’assenza assoluta di una possibilità di tutela, ma la scarsa conoscenza dello strumento e la difficoltà concreta di attivarlo».
«L’assessore cita 1.809 istanze come se quel numero rappresentasse una medaglia», interviene Taglieri. «Per noi dimostra esattamente il contrario: migliaia di cittadini hanno dovuto contestare formalmente l’incapacità del sistema di garantire una prestazione nei tempi prescritti. E quelle persone rappresentano soltanto chi ha conosciuto la procedura, ha compreso come attivarla ed è riuscito ad affrontare il percorso burocratico. Quanti altri hanno pagato? Quanti hanno rinunciato? Quanti anziani, fragili o privi di assistenza digitale non hanno mai saputo di poter reclamare?. Nel corso del 2025 le ASL abruzzesi hanno dichiarato di aver erogato circa 1 milione e 615 mila prestazioni. Di fronte a una platea di queste dimensioni, la rivendicazione di appena 1.809 percorsi di tutela attivati in quasi due anni non dimostra affatto una comunicazione capillare ed efficace. Mostra, al contrario, quanto lo strumento sia ancora poco conosciuto rispetto all’enorme numero di cittadini che ogni giorno si confronta con il CUP regionale».
«Invitiamo l’assessore a fare una prova molto semplice», continua Taglieri. «Si presenti come una normale cittadina a uno sportello CUP, telefoni per una prenotazione fuori tempo e verifichi se l’operatore informa immediatamente, in modo chiaro e completo, dell’esistenza del percorso di tutela, delle modalità per attivarlo e del diritto a ottenere una prestazione alternativa. Verifichi se questa informazione sia esposta con la necessaria evidenza nelle sale d’attesa, nei reparti e nei documenti consegnati ai pazienti. Perché un diritto scritto in una delibera, ma sconosciuto alla maggior parte delle persone, resta un diritto soltanto sulla carta». Il portale sanitario regionale dedicato alle liste d’attesa mette in primo piano soprattutto le modalità ordinarie di prenotazione e i numeri del CUP. Soltanto alcune aziende sanitarie hanno predisposto sezioni specifiche sui percorsi di tutela, con una comunicazione che risulta tutt’altro che uniforme sul territorio regionale.
«L’assessore Verì smetta quindi di utilizzare inchiostro sui giornali per appropriarsi dei risultati ottenuti dai cittadini grazie a un diritto sancito dalla legge italiana», aggiunge Di Girolamo. «Svolga piuttosto il suo ruolo di controllo di tutte le ALS abruzzesi affinché non accada che un CUP non fissi un esame nel 2029, per garantire personale e apparecchiature pienamente operativi, per aprire le agende, aumentare l’offerta pubblica e rendere automatico il percorso di tutela quando la prima disponibilità supera i tempi prescritti».
La campagna del Movimento 5 Stelle Abruzzo “La salute non può attendere” continuerà ad assistere gratuitamente le persone che ricevono appuntamenti incompatibili con le classi di priorità indicate dal medico. «Ai cittadini diciamo di conservare la prescrizione e il documento di prenotazione, di non cancellare l’appuntamento e di non rassegnarsi. Possono consultare la pagina dedicata sul sito www.movimento5stelleabruzzo.it o chiamare il numero 085 69 202 649. Continueremo ad aiutarli nonostante il fastidio dell’assessore, perché la soddisfazione di una persona che riesce a curarsi conta molto più di qualsiasi replica polemica», concludono gli esponenti del M5S Di Girolamo, Alessandrini e Taglieri.
MoVimento 5 Stelle Abruzzo
