Per tre giorni Pescara è diventata una piccola capitale del confronto politico e culturale. Dal 12 al 14 settembre, il Parco Villa Sabucchi ha ospitato la sesta edizione del Movimento F.I.V.E. Festival, che ha intrecciato ambiente, diritti civili, Palestina e antimafia in un’unica trama di dibattito. Due panel al giorno, sei in tutto, con una partecipazione che ha sorpreso persino gli organizzatori: non solo attivisti e militanti, ma anche famiglie, studenti, semplici cittadini, arrivati per ascoltare e per fare domande.
La prima giornata ha acceso i riflettori sul futuro del territorio. Nel panel “Nuova Pescara: la città che verrà”, Maria Aida Episcopo, sindaca di Foggia, ha ricordato che «la pianificazione strategica non è un lusso da città grandi, ma un dovere politico verso le comunità che vogliono crescere insieme». Con lei, l’assessora riminese Valentina Ridolfi ha raccontato il piano urbanistico che ha guidato Rimini negli ultimi dieci anni, mentre Luciano Di Lorito e Carlo Costantini hanno insistito sull’importanza di “fare sistema” nell’area metropolitana adriatica. In serata, il tema è diventato ambientale e sanitario: i PFAS, inquinanti invisibili ma pericolosi. L’ex ministro Sergio Costa ha parlato di “questione di giustizia intergenerazionale”, mentre Ilaria Fontana ha ricordato l’emendamento che ha istituito il fondo nazionale per il monitoraggio. «Difendere l’acqua significa difendere la vita – ha ribadito il portavoce del Forum H2O Renato Di Nicola – non è retorica, ma un’urgenza che riguarda tutti noi».
Il secondo giorno il Festival ha cambiato passo. Nel pomeriggio, con “Diritti e umanità: ponti invece di muri”, la senatrice M5S Alessandra Maiorino ha illustrato il progetto “UNITE” sulle riforme del diritto di famiglia e sulle fragilità sociali, mentre Luca Trapanese ha riportato la sua esperienza a Napoli: «Le politiche sociali non si fanno solo nei ministeri, ma ogni giorno nelle città, dando risposte concrete». Accanto a loro, il capogruppo M5S in Consiglio regionale Francesco Taglieri ha ricordato il lavoro fatto in Abruzzo: «Con la legge regionale abbiamo introdotto strumenti per abbattere le barriere architettoniche e garantire accessibilità reale agli edifici pubblici. È un passo concreto verso una società che non lascia indietro nessuno». A dare ritmo e cornice al confronto è stato Luciano D’Amico, ex candidato alla presidenza della Regione Abruzzo ed ex Rettore dell’Università di Teramo, che ha introdotto i lavori e guidato il dibattito sottolineando come i diritti non restino principi astratti se tradotti in politiche concrete e misurabili.
In serata, la scena si è spostata sul Medio Oriente. Il panel “L’Europa del riarmo e la Palestina: voci, verità e speranze” ha portato sul palco testimonianze rare. Safwat Kalhout, corrispondente di Al Jazeera, ha raccontato «le notti passate a Gaza con il suono delle bombe che non lascia tregua neppure ai bambini», mentre la giornalista Romana Rubeo ha denunciato la difficoltà di fare informazione indipendente su una guerra che «non è solo militare, ma anche mediatica»..
Tra i politici, l’eurodeputato Mario Furore Europarlamentare M5S ha rivendicato l’interrogazione presentata a Bruxelles contro i piani di occupazione israeliani, mentre la deputata Stefania Ascari ha sottolineato il valore delle missioni istituzionali: «Chi siede in Parlamento ha il dovere di vedere con i propri occhi. La controinformazione non è un atto militante, ma un atto dovuto». Dal palco, Maurizio Acerbo e Nico Bavaro hanno chiesto con forza il riconoscimento dello Stato di Palestina e denunciato l’“apartheid quotidiano” che si vive in Cisgiordania. Ad aprire la serata, l’attrice Nadia Di Giulio aveva letto un testo di Fabio Massimo per “Venice for Palestine”: «Boicottare, disinvestire e sanzionare: bisogna farlo subito. È una scelta dal basso, civile e non violenta».
La terza giornata ha riportato il focus sul Movimento 5 Stelle e sulla legalità. Nel pomeriggio, i portavoce Thomas De Luca, Gabriella Di Girolamo e Paolo Sola hanno raccontato esperienze di amministrazione, dalla transizione energetica in Umbria alla proposta di legge sulla prevenzione sismica in Senato, fino alle battaglie locali per i diritti degli animali. In serata, il gran finale con “Legalità e antimafia: un impegno senza compromessi”. L’ex magistrato Roberto Scarpinato non ha usato giri di parole: «Siamo di fronte al ritorno della borghesia mafiosa, dei colletti bianchi. Limitare intercettazioni e controlli negli appalti significa spianare la strada alla nuova mafia». Al suo fianco, il procuratore Giuseppe Bellelli ha sottolineato che anche l’Abruzzo «non è un’isola felice» e che «servono presidi costanti e coordinati». La giornalista Giorgia Furlan ha presentato il docufilm “Magma. Mattarella, il delitto perfetto”, spiegando che «a quarantacinque anni dall’assassinio di Piersanti Mattarella, molti tasselli restano oscuri». La senatrice Dolores Bevilacqua ha infine difeso il diritto a un’informazione libera: «No alle leggi bavaglio: la legalità passa anche da un servizio pubblico indipendente».
Al termine, l’organizzatrice Erika Alessandrini Consigliere Regionale del M5S ha tirato le fila: «In tre giorni abbiamo squarciato la narrazione tossica della destra meloniana, che prova a normalizzare derive autoritarie e a calpestare i diritti. Qui, invece, abbiamo costruito un’alternativa concreta, con la voce degli ospiti, la passione dei volontari e la partecipazione di un pubblico che ha affollato ogni incontro».
Il Movimento F.I.V.E. Festival ha chiuso così la sua sesta edizione, lasciando dietro di sé non una passerella, ma una scia di domande e impegni. Gaza e la legalità, i PFAS e la Nuova Pescara, i diritti civili e la memoria delle stragi: per tre giorni, Pescara è stata laboratorio di politica viva.
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MoVimento 5 Stelle Abruzzo




















