decreto sviluppo

PREVISTA ALTRA COLATA DI CEMENTO SU MONTESILVANO

Mercoledì in consiglio comunale, nonostante la nostra ferma opposizione, si è consumato l’ennesimo episodio per noi nefasto.

Purtroppo la risposta della maggioranza alla crisi economica e al fermo del mercato edilizio è stato il recepimento del Decreto Sviluppo del governo Berlusconi del 2011.
Eravamo riusciti a respingerne la presentazione in consiglio per due volte.

Grazie a questa norma si prevedono incrementi fino al 40 % della cubatura esistente e cambi di destinazioni d’uso generalizzati con il meccanismo della deroga.

Pochi sono i comuni che in Italia hanno recepito il Decreto Sviluppo ed esisterebbero comunque strumenti più idonei per rilanciare il settore, come un nuovo Piano Regolatore.

Abbiamo già tanti esempi di edifici a due o tre piani che sono stati demoliti e ricostruiti ad altezze di 6-7 piani, senza ampliamento di servizi, marciapiedi, parcheggi e soprattutto senza preoccuparsi dell’abitabilità delle case circostanti. Non avevamo bisogno di ulteriori modifiche alle norme che consentissero altre colate di cemento.

Ricordiamo che nei programmi elettorali dei partiti c’era scritto CEMENTO ZERO.

A chi serviva il recepimento di questo decreto? Ai cittadini? Ai costruttori?

In città abbiamo già circa 6000 alloggi invenduti. Montesilvano ha bisogno di riconversione e di recupero degli edifici esistenti, di un nuovo Piano Regolatore partecipato dai cittadini, della tutela degli spazi verdi, di abbattimento delle barriere architettoniche, della ristrutturazione e riconversione degli edifici pubblici esistenti e soprattutto di SERVIZI degni di questo nome.

Non ha bisogno di “torri” al posto delle villette.

La nostra idea di città è differente: è quella che chiedono i cittadini.