Marco Cipolletti

Nereto, rifiuti liquidi: il MoVimento 5 Stelle porta il caso in Consiglio regionale. Cipolletti: “La Regione dia risposte certe a cittadini e imprese”

Il Consigliere regionale M5S presente un’interrogazione sul caso

L’annosa questione sulla piattaforma di rifiuti liquidi presso la sede Wash Italia Spa nel Comune di Nereto è oggetto di un’interrogazione del Consigliere regionale del M5S Marco Cipolletti che, a seguito di una serie di incontri con la cittadinanza, ha messo nero su bianco dei quesiti a cui dovranno rispondere il Presidente Marsilio o l’Assessore competente in sede di Consiglio regionale.

“L’azienda Wash Italia spa – spiega Cipolletti – si è attivata per la realizzazione di una piattaforma di rifiuti liquidi non pericolosi presso la sede dell’azienda stessa, sita nella zona industriale del Comune di Nereto (TE). Nel tempo l’azienda ritiene di voler aumentare il carico di lavoro della piattaforma allargando il numero di rifiuti trattati dell’impianto che scarica nel torrente Vibrata nel territorio del Comune di Nereto. Una questione che sta allarmando la cittadinanza e anche le numerose aziende di un territorio che, ricordiamolo, è a forte vocazione agricola. Si tratterebbe di gravare su un punto già considerato border line. Infatti le relazioni sullo stato delle acque consegnate dall’ARTA alla Regione Abruzzo sulla situazione di inquinamento del Torrente Vibrata hanno evidenziato gravi criticità con superamento dei limiti di legge preoccupanti, in particolare per quanto riguarda i nitrati, il tetracloroetilene e il cloroformio. Comprendo quindi le preoccupazioni delle associazioni, comitati, cittadini comuni e realtà turistico imprenditoriali e sono convinto che le istituzioni debbano dare risposte urgenti a queste problematiche poiché la situazione ambientale del bacino in questione rischia di diventare irreversibile.

Pertanto ho ritenuto chiedere con interrogazione regionale depositata presso gli uffici se la Giunta regionale ritiene di impedire o contrastare la realizzazione dell’impianto in considerazione del fatto che alcuni enti locali hanno manifestato il proprio dissenso.

Se la Regione Abruzzo attraverso l’Assessorato alla Sanità ha effettuato o effettuerà una Vis, (valutazione impatto sanitario), ai sensi del D.Lgs. n. 104/2017, con linee guida adottate con Decreto del Ministero della Salute del 27 marzo 2019, al fine di determinare le possibili conseguenze sulla salute pubblica a breve e a lungo termine che l’impianto potrebbe causare.

Ai problemi legati alla salute e ai fattori inquinanti si legano quelli relativi al territorio. Per questo ho inteso chiedere se la Giunta Regionale, tramite i suoi uffici del Dipartimento Territorio e Ambiente, ha valutato il rischio idrogeologico dato dal possibile aumento di portata di acqua del torrente vibrata che l’attività dell’impianto potrebbe causare e come si intende ottemperare alle prescrizioni impartite dal Comitato CCR-VIA, in particolare per quanto riguarda l’elaborazione di una procedura che, in caso di allerta per rischio esondazione, garantisca la messa in sicurezza dell’impianto, sui sistemi di misura atti a controllare in continuo l’efficienza del depuratore, sulla campagna di monitoraggio della qualità dell’aria post-operam per verificare l’impatto odorigeno, sul monitoraggio del torrente vibrata a monte ed a valle dello scarico, ed sul monitoraggio delle acque sotterranee.

Ritengo – conclude Cipolletti – che operazioni di questo tipo, che hanno un forte impatto sul territorio e su chi lo abita, non possano prescindere da una corretta comunicazione da parte dell’Ente Regione nei confronti di una comunità che ha il diritto di vivere in un ambiente salubre e sicuro. Per questo mi sono impegnato a portare le istanze dei cittadini all’interno del Consiglio e continuerò a monitorare la situazione. In un momento in cui in tutto il mondo si guarda alla tutela dell’ambiente con una visione emergenziale credo che chi governa, ancor di più quella che spesso viene definita la Regione verde d’Italia, abbia il dovere di porre in essere tutto quanto possibile per la tutela dei terreni e delle acque”.