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ECOEMME: ANCORA DEBITI FUORI BILANCIO PER IL COMUNE DI MONTESILVANO

Nel corso del consiglio comunale di ieri è stata approvata una delibera di riconoscimento di debiti fuori bilancio in favore di Ecoemme. L’importo riconosciuto è pari a circa 258.000 €

Ancora una volta, dunque, debiti risalenti a diversi anni fa vengono riconosciuti oggi, drenando risorse economiche che sarebbero state altrimenti destinate ad assicurare migliori servizi per i cittadini.
Nello specifico, i debiti sono stati contratti con la società ECOEMME per servizi prestati SENZA IL NECESSARIO IMPEGNO DI SPESA DA PARTE DELLE PASSATE AMMINISTRAZIONI.

Ricordiamo con voi alcune tappe della travagliata storia di ECOEMME, aiutandoci con quanto riportato dalle cronache e dagli atti amministrativi:

1998: con l’amministrazione GALLERATI nasce ECOEMME, società mista pubblico (COMUNE) e privato (DECO spa). Il privato viene “scelto” da una Commissione, senza gara o bando ad evidenza pubblica, tra tre imprese abruzzesi. Il criterio fu la proposta ritenuta più vantaggiosa (poi vedremo). Nel 1999 viene stipulato un contratto VENTICINQUENNALE per servizi di igiene urbana.

2001: viene ceduta, in contrasto con il volere del consiglio comunale in sede di costituzione, una piccola quota alla Comunità Montana Vestina. E così il Comune, scendendo sotto il 50%, perde la maggioranza nel consiglio di amministrazione di ECOEMME. Nel frattempo crescono esponenzialmente i canoni versati dal Comune e vengono richiesti servizi aggiuntivi.

2008: ECOEMME costa. A puro esempio, gli stipendi dei membri del CDA superano i 5.000€ annui. La giunta CORDOMA dà incarico ad un consulente esterno di analizzare gli atti di costituzione della società. Il dubbio che siano contro le norme è forte. Il responso dell’esperto è abbastanza chiaro. Testuale: “Il procedimento seguito (…) non risulta conforme ai fondamentali principi ed alle regole, comunitarie ed interne, dell’evidenza pubblica, non essendo state predeterminate dall’ente le condizioni, anche economiche, di affidamento e le modalità di svolgimento del servizio prima dell’individuazione e non essendo comunque stata, all’evidenza, previamente espletata una gara secondo le note procedure di legge.”

Ci si sarebbe aspettato da parte dell’Amministrazione un provvedimento che sciogliesse ECOEMME e riportasse internamente il servizio, invece fu deciso di “stiracchiare” una norma (art.23 bis del D.L.n.112/2008) che di fatto estendeva il termine al 31/12/2010.

Negli anni a venire, mentre il sindaco Cordoma veniva rinviato a giudizio per il cosiddetto “processo ECOEMME” (ancora in corso e prossimo a prescrizione), venivano deliberate proroghe ripetute, fino ad arrivare al fallimentare (nei risultati) contratto stipulato con TRADECO da DI MATTIA.

In buona sostanza, Montesilvano ha perso l’irripetibile occasione di creare una società pubblica per i servizi di igiene urbana in grado di generare utili, prestando anche opera per i comuni limitrofi. Non sono stati capaci di far partire un vero servizio di raccolta differenziata porta a porta, magari con tariffa puntuale per premiare i cittadini virtuosi.

Ciò che invece è stato ottenuto è il fallimento sotto gli occhi di tutti. Differenziata al 25% scarso (la legge prevede almeno il 65%), marciapiedi invasi dai rifiuti, TARI al massimo.

Ecco: quando parliamo di politica fallimentare negli ultimi decenni, parliamo anche di questo.
Occhio, perchè pare si stiano preparando a tornare…