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CHIESA DI VILLA CARMINE (MONTESILVANO): LA POLITICA HA VENDUTO LA PELLE DELL’ORSO PRIMA DI CATTURARLO

Ciò che avevamo previsto si è puntualmente avverato: la proposta di delibera di consiglio che avrebbe dovuto soddisfare la richiesta della Parrocchia di Villa Carmine non aveva le gambe per camminare.

Nel corso del consiglio comunale sono emerse contraddizioni tecniche e politiche, inesattezze, imbarazzi e riferimenti poco chiari che ci hanno impedito di votare la proposta.

Durante la lunga sospensione del consiglio, è andato in onda il disperato tentativo in camera caritatis di sindaco e giunta, i quali hanno cercato di porre rimedio con qualche emendamento alle incongruenze emerse nel corso della discussione della delibera.

Il risultato è stato forse peggiore dell’originale un ”Frankenstein” inaccettabile.

L’assessore Cozzi, che nelle sue dichiarazioni ha tentato disperatamente di addossare la responsabilità di quanto avvenuto all’opposizione, farebbe bene invece a chiedersi il motivo delle assenze e dei ”distinguo” nella sua maggioranza. La giunta Maragno farebbe ancora meglio a fare autocritica, in quanto non ha saputo o voluto sfruttare i mesi che ha avuto a disposizione per la giusta condivisione con il consiglio ed ha tentato invece la forzatura, tra spumante e panettone. Gli è andata male e non certo per colpa nostra.

A noi sono mancati il giusto tempo e le informazioni necessarie ad una serena disamina di quanto richiesto. Al sacerdote e ad una parte dei parrocchiani, forse, è rimasta la delusione causata da chi probabilmente li aveva illusi, vendendogli la pelle dell’orso prima di catturarlo.