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BARATTO AMMINISTRATIVO, CRONACA DI UNA INGIUSTIZIA EVITATA

Nel consiglio comunale odierno è stato presentato il regolamento per il baratto amministrativo.
Questo strumento è nato come sostegno ai cittadini che, trovandosi in condizione di disagio economico, decidano di prestare la propria opera per l’interesse generale (pulizia, manutenzione, abbellimento di aree verdi, piazze, strade ecc.) in cambio di riduzioni del pagamento dei tributi locali pregressi (IMU, TARI ecc.).
L’iter di approvazione in commissione bilancio è stato piuttosto travagliato e lungo.
In una prima stesura l’amministrazione comunale aveva previsto che l’assicurazione verso terzi (RC) fosse a carico del cittadino. Ci sembrava penalizzante e con un nostro emendamento avevamo ottenuto che il Comune se ne facesse carico, in cambio di ore di lavoro.
In seconda battuta purtroppo, a causa di una dubbia interpretazione di un pronunciamento della Corte dei Conti, il nostro emendamento è stato cancellato.
Di fatto quindi, con la versione presentata oggi dalla maggioranza, il singolo cittadino per servirsi del baratto doveva farsi carico di tutti i costi: indumenti da lavoro, dispositivi di protezione e assicurazione.
Considerando il fine e soprattutto la platea di cittadini in condizioni svantaggiate a cui il baratto si rivolge, ci sembrava francamente troppo.
Abbiamo poi scoperto che per consentire a migranti e detenuti di svolgere mansioni similari, il sindaco ha stipulato due convenzioni, con Prefettura e Casa Circondariale, che caricano i costi sulle casse comunali. Invece con il baratto tali costi sarebbero andati a gravare sui montesilvanesi “barattanti”.
Per questo motivo oggi in consiglio abbiamo fatto notare a gran voce che questa amministrazione rischiava di applicare due pesi e due misure.
Quello stesso zelo usato nel verificare e rispettare tutte le norme nazionali per il baratto amministrativo, forse è mancato nella stipula delle convenzioni che riguardano migranti e detenuti.
Insomma il baratto amministrativo, così come strutturato, si è rivelato impresentabile e alla fine il Sindaco, forse per evitare il materializzarsi di una bocciatura da parte della sua stessa maggioranza, ha preferito ritirare il provvedimento con la promessa di ripresentarlo successivamente con le opportune modifiche.
Oggi siamo fieri di aver impedito a Maragno di compiere una disparità.